Un giorno, nell’Oceano,
ma non so più sotto quali cieli,
gettai, come un’offerta al nulla,
qualche goccia d’un vino raro.

Liquore, chi volle la tua rovina?
Obbedivo forse all’indovino?...
O forse all’ansia del mio cuore,
pensando al sangue, versando il vino?

Assunse una lieve ombra color rosa
Il mare, poi puro si rifece,
ritrovando la sua abituale trasparenza…
Perduto il vino, ebbre le onde…

Balzare nell’aria amara
Ho visto figure immense…

Paul Valéry, Le vin perdu (Trad. di A.Serristori)
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giovedì 2 ottobre 2008

...

Perché possiamo decidere di andare avanti o indietro, a destra o sinistra, in alto o in basso e non possiamo decidere di muoverci allo stesso modo nel tempo? In altre parole: perché il tempo è diverso dallo spazio?
L'Universo nel quale ci muoviamo è quadridimensionale, come l'esperienza comune ci insegna bene (sebbene potrebbe avere molte più dimensioni delle quali non avvertiamo l'esistenza... ma questo è un altro discorso): se vogliamo dare un'appuntamento dobbiamo specificare, oltre al luogo, anche l'orario. Eppure il tempo ci appare in un qualche modo diverso dallo spazio: tant'è che lo distinguiamo, mentre le altre trè dimensioni sono assolutamente indistinguibili tra loro. La differenza è che nel tempo esiste una direzione obbligata: nel tempo si può andare solo verso il futuro, questa è l'unica caratteristica che distingue il tempo dalle dimensioni spaziali. Ma perché?


CONTINUA...

martedì 3 giugno 2008

Prossime risposte

Leggevamo su Coelum di maggio che nel giro di venti anni con tutta probabilità, grazie ai prossimi progetti scientifici, scopriremo se nelle "vicinanze" della Terra esiste qualche pianeta abitato. La presenza di ossigeno nella atmosfera potrebbe essere interpretata come quasi certa presenza di vita: forme viventi in grado di catturare l'ossigeno intrappolato nel suolo e rilasciarlo nell'atmosfera. Entusiasmante.

BIBLIOGRAFIA
"Vita nell’Universo? Presto avremo la risposta", Giorgio Bianciardi, Coelum maggio 2008 pag. 45.

lunedì 25 febbraio 2008

Direttamente dal Big Bang



Sicuramente è capitato a tutti di vedere questa schermata su un telavisore non sintonizzato, ma ben pochi si saranno chiesti da cosa è prodotta. Questa non è altro che una immagine del Big Bang, nel vero senso della parola (in realtà una immagine di soltanto 300 000 anni dopo il Big Bang).
L'immagine è prodotta da elettroni dell'antenna e del filo eccitatisi casualmente a seguito di radiazione elettromagnetica di provenienza prevalentemente naturale, e in misura minore umana: elettrodotti ad alta tensione, ferrovie... ma quella naturale? Ebbene, in gran parte, non è altro che la radiazione cosmica di fondo, scoperta nel 1965 da Penzias e Wilson ma che già da molto prima tutti potevano vedere nei loro televisori e ascoltare alla radio senza sapere di cosa si trattasse (la radiazione è nel campo delle microonde ma la nostra antenna la rivela solo indirettamente, non entrando in risonanza con essa, perché non settata su queste frequenze. Possiamo quindi notarla solo in assenza di segnali più forti alla lunghezza d'onda appropriata).
La radiazione cosmica di fondo è una radiazione proveniente indistintamente da tutte le direzioni (il Big Bang è avvenuto ovunque), quasi uniforme. Prodotta da quelle parti di Universo appena nato (300 000 anni poiché prima la luce non poteva diffondersi) che avevano una temperatura di 10 000 gradi centigradi (la temperatura media dell'Universo di allora) e che man mano venivano a trovarsi alla distanza giusta perché, tenuto conto dell'espansione cosmica, la loro radiazione ci arrivi oggi (fortunatamente molto raffreddata in 15 miliardi di anni).
Abbiamo detto che la radiazione è quasi uniforme, ebbene queste piccole disomogeneità sono quelle che hanno dato origine agli aggregati di materia: galassie, ammassi e superammassi. E sono quelle che danno origine ai puntini bianchi e neri che ribollono sui televisori... Qualcuno dei puntini che vedete probabilmente oggi è diventato una galassia che se ne sta a 15 miliardi di anni luce da noi...
Quando eravamo piccoli e inesperti giocavamo spesso mettendoci davanti alla schermata grigia del televisore e fingendo di essere alla guida di una astronave in un ipotetico iperspazio. Pensavamo di giocare, in realtà non eravamo lontano dalla giusta interpretazione dei fatti...
Un'altra interpretazione dello schermo grigio molto suggestiva (meno della precedente) è pensare che i puntini bianchi sono dati effettivamente da elettroni che si eccitano a formare correnti debolissime, quindi osservandoli stiamo realmente osservando gli elettroni quasi singolarmente, certo amplificati come se avessimo un potentissimo microscopio, ma pur sempre elettroni. Possiamo considerare il nostro impianto televisivo, quindi, alla stregua di un potentissimo telescopio, oppure di un altrettanto potente microscopio.
Suggeriamo di non chiamare più disturbi di ricezione queste schermate: come abbiamo visto sono certamente molto più interessanti dei vari Rai, Mediaset, ecc...; quelli sono i veri disturbi nella ricezione del Big Bang.

BIBLIOGRAFIA
Don Lago, "Channelling the Big Bang", Sky & Telescope novembre 2007, p. 104 (in inglese).

mercoledì 19 dicembre 2007

Celestia



Fantasmagorico questo Celestia! Tutto l'Universo conosciuto nella ram del nostro calcolatore.











Per scaricare l'Universo (ma fate attenzione perché dentro ci siamo un po' tutti!): http://www.shatters.net/celestia/download.html.




lunedì 17 settembre 2007

Cosmic Latte



Di che colore è l'Universo? Cosmic latte, ovviamente...
In realtà il nome non è stato ancora determinato ma il colore sì. Un gruppo di astronomi della Johns Hopkins University ha pensato bene di rilevare il colore di 200.000 galassie, un campione significativo dell'Universo conosciuto, e poi di fare la media per trovare il colore dell'Universo. Ne è uscito questo colore qua sopra... il colore attuale dell'Universo.
Secondo noi è un bellissimo colore, il suo nome pare si avvii ad essere cosmic latte, bello anche il nome; decisamente più bello di cappuccino cosmico che pure ha ricevuto più voti.
La ricerca è stata fatta negli USA, e con fondi esclusivamente privati... pensate un po'.

BIBLIOGRAFIA
L’universo è piccolo per Google - LASTAMPA.it: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=49&ID_articolo=103&ID_sezione=72&sezione=Il%20Cielo;
Cosmic latte - Wikipedia (in inglese): http://en.wikipedia.org/wiki/Cosmic_latte.

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