mercoledì 19 gennaio 2011

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Anno Domini 2015. Il video parla chiaro. E' stato ripreso da una videocamera di sorveglianza situata nell'aeroporto di Milania, nella Repubblica di Televisionia. L'uomo che si aggira nell'enorme e affollata hall, accompagnato da una imponente scorta di poliziotti e carabinieri è Salvio Brinasconi: da due anni eletto Presidente della Repubblica di Televisionia, dopo molti anni trascorsi a capo del Governo. Ha 79 anni. Il suo viso, dopo l'ultimo intervento di chirurgia estetica appare immobilizzato in una espressione indefinibile, che lo rende assolutamente inespressivo e inquietante. Intorno a lui e alla sua scorta sono centinaia le persone presenti, intente alle loro questioni e poco interessate alla ingombrante presenza.

Cammina nervosamente, il Presidente, forse annoiato. Si avvicina ad un certo punto ad un uomo della scorta, parla, sorride. Il suo interlocutore sorride a sua volta affabile, si mostra sul prima condiscendente. Ma poi si fa serio, e mostra, per un attimo, preoccupazione, che sfocia subito dopo in un sorriso forzato.

Dopo i recenti disordini nel Paese, le misure di sicurezza sono state rafforzate, comprese quelle di protezione personale del Presidente. La scorta, molto numerosa, è armata all'inverosimile. L'uomo che parla e sorride con Brinasconi porta al collo una pistola mitragliatrice Heckler & Koch MP5, in dotazione al corpo dei Carabinieri.

Nonostante il viso tirato e inespressivo, si capisce che il Presidente è particolarmente euforico, eccitato. Il Carabiniere al suo fianco si sfila con una certa preoccupazione il mitra in suo possesso e glielo consegna. L'anziano politico, ricevuto l'oggetto, guarda con espressione strana ed euforica l'arma che si ritrova in mano. Prende la mira e preme il grilletto. Tatatataatatataatatataa! Una donna in lontananza urla a squarciagola e stramazza al suolo in un bagno di sangue. Le urla terrorizzate di centinaia di persone trasformano la hall in un inferno. Il Presidente sghignazza. Gli uomini della scorta sono pietrificati, inorriditi, ma spaventati a morte. E rimangono immobili. Il Presidente, tra gli sghignazzi, spara ancora a raffica contro gli sconosciuti che si trovano li per caso, forse, ad attendere un aereo che non li vedrà mai salire a bordo.

Ad un certo punto, nel video si vede chiaramente, il Presidente, a dispetto della sua età e della sua scarsa forma fisica, incomincia a correre con il mitra al collo, scatta improvvisamente e si avventa su una giovane ragazza che, fuggendo impaurita e trovandosi dalla parte opposta della stanza, era stata costretta a passare proprio davanti a lui e alla sua scorta.

Il Presidente prende con un braccio intorno al collo la malcapitata e la frena nella corsa. Con una forza inaspettata la scaraventa al suolo e incomincia a tirarle calci allo sterno, al bacino e alla testa. Poi si abbassa su di lei, le strappa i vestiti e compie una violenza sessuale. Seguono altre raffiche di mitragliatrice su innocenti passanti. 43 sono le persone, in totale, che perdono la vita quel giorno all'aeroporto di Milania.

Il video parla chiaro e ha ripreso tutto ciò. Centinaia, inoltre, sono i testimoni scampati alla strage.

La sera stessa i principali telegiornali del paese dedicano molto spazio alla vicenda: il TG1 parla, tra le ipotesi sull'accaduto, di una strano morbo tropicale che istantaneamente porta alla morte i turisti appena rientrati dalle isole Biwa Biwa; meno cauto il TG5 che, invece, parla apertamente di un pazzo non identificato che spara sulla folla. Solo il TG4 riporta, invece, l'eroico gesto del Presidente che prima si è avventato sul pazzo, in spregio della sua stessa vita, e lo ha fermato dal compiere ulteriori follie, e poi ha riconosciuto 43 tra terroristi islamici e clandestini, e li ha freddati all'istante. Cronaca seguita, poi, da elogi sperticati alla mano ferma del Governo nei confronti del terrorismo islamico.

Il giorno seguente spunta da Internet il video che immortala l'accaduto. Il TG3 lo manda subito in onda e la procura di Milania apre una inchiesta per strage e violenza sessuale, ed inizia ad interrogare i testimoni. La bufera mediatica è imponente. La carriera politica del Presidente, questa volta, è davvero finita. Ma il coro non è uniforme. Il giornalista Bruttopietro ipotizza che il video sia fasullo e frutto di un abile montaggio.

Il Presidente decide, allora, di rivolgersi direttamente al suo popolo, con un video di 5 minuti, a riguardo delle gravissime accuse che pendono nei suoi confronti. Nel video appare sereno, sorridente nel suo ufficio, tra le foto dei suoi nipoti.

“Cari amici, ancora una volta, come accade con regolarità da quando, 21 anni fa, decisi di confrontarmi nell'agone politico, questa Magistratura pretende di sovvertire il volere del popolo sovrano con una inchiesta sostenuta, per di più, da un castello di accuse nei miei confronti, francamente risibile. E tutto questo senza presentare nemmeno una - e dico una sola - prova. E' tutto falso. Tutto, dalla prima all'ultima parola, che i soliti giornali della Sinistra hanno riportato. Ma non vi preoccupate. Non abbiamo alcuna intenzione di demordere e continueremo nella nostra battaglia per riportare questo Paese alla normalità. Ancora una volta ne usciremo vincitori.”

Le parole del leader dell'opposizione Bersucci non si fanno attendere e sono particolarmente pesanti ed efficaci:

“Questa volta il Presidente ha davvero esagerato. Siamo di nuovo sottoposti al ludibrio internazionale. Per il bene del Paese, faccia un passo indietro.”

Dil Petro, leader del movimento "Televisionia dei valori", è ancora più duro, e ripete esattamente le parole che aveva pronunciato vari giorni prima, quando i fatti non erano ancora accaduti:

“Il Presidente è un criminale che deve essere immediatamente consegnato alla magistratura penale, perché paghi per i gravi reati che ha commesso.”

Dopo pochi giorni diventa legge il decreto retroattivo 427/2015, che sposta il comune di Milania nella competenza della provincia di Riello Calibria. Automaticamente anche l'inchiesta che coinvolge il Presidente passa alle competenze della magistratura calibriese.

Prendono forza, intanto le ipotesi che vedono in tutta questa vicenda un tentativo dei servizi segreti deviati di sovvertire il Governo del Paese. Secondo queste voci, il video sarebbe fasullo e girato con una controfigura, e le persone sarebbero state uccise da agenti dei servizi segreti deviati infiltrati nella scorta del Presidente. Queste versioni dell'accaduto sono date, ormai, per certe già qualche giorno dopo i fatti dalla maggioranza di Governo, da 5 dei principali canali televisivi e da vari giornali, tanto da prendere forza nell'opinione pubblica.

Una signora intervistata dalle telecamere del TG4 mentre fa compere esibisce una invidiabile inclinazione verbale lombardo-veneta, unita ad una mirabile padronanza della lingua italiana:

“Mo baastaaa cun chisti cosi chiiii, mo chi lo lassino governareeeeeeeeeee. Nun ci crediamo mica nui altri, nun ci crediamo e nun ci crediamo. Lo dicono sempre anche al TG5 e da Vespi, daaaiiiii. La sinistra poiiii, son capaci solo di alsare i tasiiii, la smetino una volta bona di penser a chesti cosi chiiii. Son fati soiiiii. Daaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”

I sondaggi sono chiari: aumenta il consenso per la coalizione di Governo di cui fa parte il Presidente.
“Una dura lezione per la Sinistra - afferma il giornalista Filtri - continuando così non vinceranno mai.”

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